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ARTICOLI

Costruire benessere: strategie e sinergie

 

di Renata Borgato

L’ obiettivo di favorire una presenza diffusa di benessere nelle aziende è assai ambizioso e richiede interventi più complessivi di quelli che riguardano la sola prevenzione e protezione. Perseguirlo richiede un salto di paradigma, un cambiamento profondo delle logiche che governano l’organizzazione del lavoro e le relazioni nelle imprese.

Non si tratta più di porre al centro dei propri interventi un singolo aspetto ( per esempio la sicurezza o  la produttività, temi peraltro visti spesso come contrapposti) ma la ricerca di un modo migliore per lavorare e far lavorare.  Questo concetto elimina ogni possibile dicotomia: quando si parla di un lavoro, migliore non può che significare più sicuro, più produttivo, più gratificante. Pur in situazione data.

Dal lavorare bene deriva non solo il successo imprenditoriale, ma anche il benessere delle persone. Non siamo nel campo dell’utopia.  La lezione di Olivetti è stata raccolta da molte imprese che , non a caso, hanno conseguito risultati di eccellenza in campi diversi.

La fattibilità e la trasferibilità di questo orientamento è dimostrata dal fatto che le imprese che lo hanno fatto proprio sono afferenti a campi di attività assai diversi tra loro.

 

La cifra che accomuna i diversi interventi è data dalla tendenza a concentrare l’attenzione  sulla risorsa “ persone” e a leggere  sicurezza, produttività, miglioramento continuo come esiti complessivi della strategia adottata.

Nell’attuale mercato del lavoro, se ci si vuole sviluppare  , soprattutto per le piccole e medie imprese,  non si hanno molte alternative al puntare sulle persone, sulla loro preparazione, sul loro continuo aggiornamento. Quindi la crescita dell’azienda va di pari passo con la crescita delle persone.

 Se a questo punto ricordiamo quel che scrisse Primo Levi a proposito della felicità che deriva dal fare un “buon  lavoro” vediamo che il passaggio  dalla qualificazione dei dipendenti al loro benessere non è arbitrario.

Ovviamente le specifiche strategie vanno declinate nei singoli contesti. In ogni caso  le azioni da compiere sono molteplici e devono essere coerenti e coordinate tra loro. I risultati non si ottengono agendo su una sola leva.  Ma la cifra comune dei diversi interventi, seppur calati nelle specificità aziendali, è data dalla capacità di valorizzare sia le competenze tecniche che quelle più specificamente cognitivo relazionali.

Vedi il programma del convegno del 2 dicembre 2020.

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