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ARTICOLI

A PROPOSITO DI NTS: CONSAPEVOLEZZA SITUAZIONALE

Che cosa possiamo imparare

da prestazioni quotidiane come “attraversare la strada”

 

di Attilio Pagano

 

Negli ultimi decenni, si sono moltiplicate le analisi su incidenti, soprattutto con conseguenze molto gravi, in settori in cui operano persone a elevatissima preparazione tecnica, come, a esempio, l'aviazione e le cure sanitarie.

Da queste analisi, è spesso emerso che, per quanto spinta in profondità (fino alle cosiddette “radici”), la ricerca delle cause nelle componenti tecniche risultava vana. Ha cominciato così a prendere forma una prospettiva di analisi che considera anche il rapporto tra l'operatore e la situazione. Questo rapporto risulta virtuoso quando l'operatore esercita la sua consapevolezza situazionale (Situation Awareness), ovvero la capacità di

  • Raccogliere informazioni sulla situazione presente
  • Elaborare queste informazioni in un processo di attribuzione di significato
  • Prevedere stati futuri[i]

È molto forte l’assonanza tra ciascuna di queste fasi del processo di consapevolezza situazionale con le fasi del processo di percezione del rischio:

  • rilevazione dei pericoli con cui si va a interagire;
  • valutazione del rischio che emerge dal tipo di interazione;
  • decisione di modificare o non modificare il proprio comportamento, in ragione del giudizio dato alla intensità del rischio.

Questa assonanza consente di riportare le acquisizioni degli ambiti di ricerca su quei settori a elevata specializzazione degli operatori, come l’aviazione e la sanità, alla generalità delle occasioni di vita e di lavoro in cui ciascuno di noi si trova a gestire il rischio residuo, ovvero quella quota di rischio ineliminabile che resta anche dopo avere seguito le regole, usato le protezioni ecc.

In effetti, sono sempre più frequenti le esperienze di interventi formativi in azienda per lo sviluppo della consapevolezza situazionale negli operatori (e con particolare rilevanza nell’esercizio delle funzioni di ruolo dei preposti).

Un primo aspetto da chiarire è che la consapevolezza situazionale non è una competenza che vada appresa a partire da zero. In effetti, tutti noi usiamo questa competenza in una miriade di situazioni anche le più quotidiane. Riconoscere l’esercizio della consapevolezza situazionale in queste occasioni è un buon modo per avviarne lo sviluppo anche con riferimento a situazioni più particolari come possono essere quelle che si presentano con lo svolgimento delle attività lavorative in impianti, cantieri, magazzini ecc.

Un esempio di esercizio quotidiano può essere dato dalle numerose occasioni in cui camminando a piedi ci capita di dovere attraversare una strada percorsa da veicoli. Anche senza essercene resi conto, in quel tipo di situazioni abbiamo usato la consapevolezza situazionale (se non fosse così non potremmo essere qui a parlarne).

Attraversamento a piedi di una strada con passaggio di veicoli

  • Raccolta di informazioni
    • Conformazione della strada (rettilineo o curve / in piano o con dossi)
    • Visibilità (diffusione, direzione e intensità delle fonti di illuminazione)
    • Da che direzione arriva il traffico
    • A che velocità si muovono i veicoli
    • A quale distanza posso vedere l’avvicinarsi di un veicolo
    • Eventuale presenza e distanza di innesti stradali da cui possono arrivare veicoli
    • Colori del mio abbigliamento
    • Oggetti più o meno afferrabili / robusti / ingombranti / pesanti che devo portare con me
    • Larghezza della strada da attraversare
    • Materiali costitutivi o ricoprenti il fondo stradale (a esempio zone più o meno scivolose, come le fasce della segnaletica orizzontale o i binari del tram)
    • Tipo di calzature che sto indossando (tacchi, suola più o meno scivolosa)
    • Mie condizioni fisiche (capacità di aumentare la mia velocità di spostamento)
  • Attribuzione di significato. Ragionamento sulle informazioni raccolte per considerare quanto le circostanze presenti influiscono
    • Sul tempo che ci posso mettere a raggiungere l’altro marciapiede.
    • Sulla possibilità di essere visto dai conducenti in tempo utile per rallentare / fermarsi.
    • Sulla possibilità che mi trovi costretto a fermarmi per sistemare / raccoglierli gli oggetti che devo portare con me o raccoglierli dopo una perdita accidentale.
  • Anticipazione di stati futuri. Considerare che cosa potrebbe accadere. A esempio (e limitandoci a eventi avversi)
    • Venire urtato da un veicolo.
    • Venire travolto da un veicolo.
    • Scivolare o inciampare e cadere.
    • Perdere oggetti che possono danneggiarsi.

Prima dicevo che l’attraversamento a piedi della strada può essere un esempio di spontaneo esercizio della consapevolezza situazionale. Ora, vedendo la ricchezza dei dettagli in questi elenchi (oltretutto incompleti e provvisori), ci si potrebbe chiedere se è proprio realistico credere che quando attraversiamo la strada mettiamo in atto un procedimento di ragionamento così ricco.

Forse le cose stanno così: noi, a posteriori, arriviamo a rappresentare con un ragionamento articolato e più ricco di dettagli il nostro comportamento passato (sia operativo - l’attraversamento della strada – che cognitivo decisionale – la valutazione se attraversarla qui e ora o altrove e in altro momento), comportamento che aveva caratterizzato una nostra prestazione abituale. Probabilmente, in quel comportamento pregresso non possiamo trovare la stessa articolazione e ricchezza di dettagli che caratterizza la rappresentazione mentale di adesso. Ma di questa ricostruzione mentale, l’aspetto più rilevante non è se essa è o non è realistica, ma se da essa posso apprendere dei criteri per arrivare a governare meglio il rischio associato a quella prestazione nelle occasioni in cui la dovrò ripetere in futuro.

L’allenamento del pensiero su situazioni quotidiane, fa apprezzare l’importanza di disporre di categorie osservative. Chi legge, provi ad esercitarsi a raggruppare gli elementi dell’elenco che qui sopra ho posto sotto la voce “Raccolta di informazioni” e vedrà che sarà più facile scoprire ancora altri aspetti della situazione "attraversamento a piedi della strada".

Attraverso lo sviluppo delle categorie osservative, infatti, è più facile arrivare a cogliere aspetti delle situazioni di vita e lavoro che altrimenti sarebbero destinati a non essere presi mai in considerazione.

La formazione dei lavoratori e dei preposti può favorire lo sviluppo di queste categorie osservative, soprattutto se con esse diventa più facile prepararsi a adattare la propria prestazione alle tante forme della variabilità (negli ambienti, nelle attrezzature e nei materiali, nelle interazioni con le altre persone), mantenendosi entro margini di sicurezza. Da questo punto di vista, il ruolo dei preposti si presenta come ricco di prospettive innovative: non più e non soltanto custodi di una astratta conformità dei comportamenti lavorativi a regole e prescrizioni. Ma anche, se non soprattutto, animatori di una riflessione condivisa con il proprio gruppo di collaboratori sulle attività già svolte che, proprio a partire dalle situazioni in cui si può dire che è andato tutto bene, porti a sviluppare e a esercitarsi nell’utilizzo delle categorie osservative.

 



[i]  Rhona Flin et al., IL FRONT-LINE DELLA SICUREZZA Guida alle Non Technical Skill, Hirelia Edizioni, Milano 2011

 

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Commenti   

0 #1 Emilio Paquarella 2018-01-26 15:57
il problema che in molti ambienti pubblici è un tizio che per dargli una maggiore retribuzione si incarica di questo ruolo.. ma non lavora neppure con lo staff, magari in altra località..ma è lui che per legge va alle riunioni senza comprendere l'ottimos esercizio che ci hai proposto
   

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