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Non Technical Skill (NTS) e Technical Skill (TS) come Papere e Conigli

di Attilio Pagano

Guardiamo una delle più famose figure ambigue, figure che possono essere viste in due modi diversi: il papero / coniglio.
Può darsi che al primo sguardo, una persona veda il papero, ma non il coniglio, o viceversa. Si può facilmente sperimentare come sia impossibile vedere contemporaneamente il papero e il coniglio.
È, però, possibile passare dal papero al coniglio (salto di "cornice" percettiva), se ci si pone davanti a questa figura da una prospettiva più ampia, da una prospettiva in cui sia possibile percepire la natura ambigua della figura.
Come dire che io non posso pensare contemporaneamente a due cose, ma posso pensare a una terza cosa che le contenga entrambe. Il pensiero di questa terza cosa è un salto di "cornice" logica.
La coesistenza delle NTS e delle TS ha aspetti simili a quelli del papero / coniglio. Le prestazioni umane sono sempre frutto di una inestricabile esercizio di competenze tecniche e non tecniche, non tecniche e tecniche.
Non diversamente dall'uomo comune, lo specialista, per dare una direzione al proprio comportamento, soprattutto in circostanze caratterizzate da incertezza, non può non esercitare entrambi i tipi di competenze. Per il senso comune, quanto più ci si avvicina al processo decisionale dello specialista, quanto più esso appare determinato dal grado di possesso di conoscenze e capacità tecniche. Ciò accade perché non facciamo fatica a riconoscere le competenze tecniche nei programmi di apprendimento e qualifica della specializzazione. Al contrario, le competenze non tecniche, proprio perché le esercitiamo tutti, vengono date per scontate e non distinguono lo specialista dalle altre persone.
Ma lo specialista non potrà mai esercitare le sue competenze distintive senza esercitare anche quelle non distintive, perché dovrà sempre:
1) raccogliere informazioni dal contesto, dare significati a queste informazioni e elaborare scenari dei possibili sviluppi futuri (1a NTS: Consapevolezza situazionale);
2) assumere decisioni, ovvero fare scelte, esercitando criteri di priorità e di soddisfazione e rinunciando a raggiungere una astratta ottimizzazione (2a NTS: Presa di decisioni);
3) condividere con altre persone le proprie attribuzioni di significato a parole, concetti, relazioni causali, superando le difficoltà della non condivisione dei contenuti e della non accettazione delle implicite e inevitabili proposte relazionali (3a NTS: Comunicazione);
4) coordinare i propri sforzi con quelli di altri, definire obiettivi comuni e metodi per raggiungerli (4a NTS: Lavoro di gruppo);
5) guidare altre persone (e/o essere guidato da altre persone), senza perdere di vista l'obiettivo comune e le esigenze personali e aprendo lo scenario della motivazione a quello della partecipazione (5a NTS: Leadership);
6) sentire la propria forza e armonizzare gli impegni, i ritmi, le condizioni di vita per soddisfare le domande lavorative e per contribuire alla modifica della domanda lavorativa (6a NTS: Gestione della fatica);
7) cercare e coltivare risorse individuali e sociali per essere in grado di fronteggiare una eventuale domanda lavorativa caratterizzata da intensità, imprevedibilità, incontrollabilità e indesiderabilità (7a NTS: gestione dello stress).

Tutte queste cose gli specialisti le fanno sempre, ma non sempre abbastanza bene.
Per pensare alle nostre prestazioni lavorative, ci serve una prospettiva più ampia in grado di vedere come su esse influiscono i due tipi di competenza: quelli tecnici e quelli non tecnici. Dobbiamo, per restare nella metafora della figura ambigua, avere una prospettiva che ci consenta di passare dalla papera al coniglio senza troppa fatica, perché abbiamo appreso che in quella figura ci sono entrambi.

Le competenze non tecniche sono sempre esercitate anche dagli specialisti (pensiamo, a esempio, agli RSPP). Proprio il fatto che generalmente vengono possedute a livello ingenuo ed esercitate con scarsi controllo e consapevolezza ha conseguenze negative sulla validità e l'affidabilità delle decisioni tecnico-specialistiche.

La prevenzione non si realizza solo con le decisioni degli esperti, ma anche con l'esercizio di un comportamento situato (soprattutto nelle condizioni di variabilità del contesto operativo) da parte di tutti gli operatori. Proprio l'esercizio di un comportamento situato evidenzia che le competenze non tecniche accompagnano inevitabilmente le prestazioni professionali di tutti e non solo degli specialisti (della sicurezza o di altro).

In questo senso, quando parliamo di approccio NTS alla prevenzione non parliamo di un altro tipo di approccio normativo, ma di un approccio descrittivo e pragmatico che tiene conto del fatto che le competenze non tecniche sono una condizione dell'agire umano e il loro sviluppo è una necessità per il miglioramento dell'agire stesso tanto più quanto più questo agire si esercita in contesti socio tecnici complicati, se non, sempre più spesso, complessi.

 

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