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 Il seguente intervento costituisce la presentazione di uno dei temi che verranno trattati dall'assemblea AINTS del 25 e 26 novembre 2016.

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CHE COSA INTENDIAMO PER

"APPROCCIO NTS ALLA SICUREZZA"

 

di Attilio Pagano, socio AiNTS tessera n. 3

 

 

 

 

 

 

NTS è la sigla delle Non Technical Skill, le competenze non tecniche.  Il ricorso alle NTS nella sicurezza viene talvolta inteso come la cura agli aspetti del fattore umano nello svolgimento di funzioni organizzative considerate complementari agli aspetti tecnico-normativi della prestazione. L'attenzione alle NTS, secondo questa visione, non sarebbe altro che il modo di pensare e svolgere meglio le funzioni organizzative rivolte alla risorse umane, come l'informazione, la formazione, la comunicazione ecc. Ma questa concezione delle competenze non tecniche è riduttiva. Nella prospettiva che, per comodità espositiva, chiamiamo "Approccio NTS", ogni prestazione lavorativa viene considerata come composta sia da competenze tecnico-specialistiche, sia da competenze non tecniche.

Fino a un non lontano passato, era  accettata l'idea che, per migliorare la qualità e la sicurezza delle attività lavorative, bastasse sviluppare le competenze tecniche. Oggi, praticamente tutti, riconoscono l'importanza del fattore umano. Non è però ancora sufficientemente diffusa la discussione sulla natura della prestazione di qualità e sicura. E, di conseguenza, non è sempre preciso il ruolo che si dovrebbe dare allo sviluppo delle competenze non tecniche.

La concezione tradizionale del lavoro si basava sull'assunto che è teoricamente possibile organizzare ogni attività con un grado di anticipazione e progettazione (layout, procedimenti operativi, macchine, attrezzature ecc.) sufficiente per raggiungere i massimi livelli necessari di qualità e sicurezza. La esecuzione di un lavoro così ben organizzato richiedeva preparazione specifica, esperienza e motivazione. Questa concezione del lavoro trova una sintetica rappresentazione nella eguaglianza tra Lavoro Come Fatto (LCF) e Lavoro Come Immaginato (LCI): LCF = LCI.

A questa concezione (idealizzata, illusoria, autoingannatrice) del lavoro, corrispondono modelli organizzativi e definizioni dei ruoli. A esempio, in questa concezione del lavoro il ruolo dei preposti è quello dei garanti della conformità, dei custodi della esecuzione del lavoro in modo perfettamente aderente alla sua progettazione.

Ma ogni operatore (dirigente, preposto o lavoratore) facilmente arriva a riconoscere la natura illusoria di una concezione della prestazione basata sulla eguaglianza tra LCF e LCI. Non sono soltanto la razionalità limitata del progettista / decisore, da un lato, o i limiti di preparazione, motivazione (per non dire di attenzione) del lavoratore, dall'altro lato, a rendere irrealistica quella eguaglianza. A renderla irrealistica concorre anche la incessante e inevitabile variabilità delle condizioni operative.

Ogni lavoro è caratterizzato da un adattamento della prestazione alla variabilità del contesto socio tecnico. La sicurezza non può più essere considerata come l'esito risultante dalla imposizione di una (impossibile) eguaglianza tra LCF e LCI, ma deve essere considerata come l'esito emergente dalla consapevole gestione del rischio residuo che nasce come conseguenza della inevitabile differenza tra LCF e LCI: LCF ≠ LCI.

In questo orizzonte,

  • il ruolo dei lavoratori è di esercitare consapevolezza situazionale nell' adattamento della loro prestazione alle sollecitazioni poste da variabilità negli ambienti di lavoro, nelle caratteristiche dei materiali, nelle persone e interazioni personali;
  • il ruolo dei preposti è di assumere funzioni di leadership non soltanto correttiva, ma anche, forse soprattutto, facilitante l'espressione delle competenze di consapevolezza situazionale, coordinazione e assunzione di responsabilità;
  • Il ruolo di dirigenti è integrare negli ordinari processi organizzativi (progettazione, allocazione delle risorse, valutazione delle prestazioni e compensazione) le implicazioni per salute e sicurezza.

Tutte le funzioni connesse a questa definizione dei ruoli del sistema aziendale di prevenzione comportano l'esercizio, non solo spontaneo e ingenuo, di competenze non tecniche, insieme all'esercizio delle competenze tecnico-specialistiche. Competenze non tecniche come: Ascolto e osservazione; presa di decisione; comunicazione interpersonale e nei gruppi; gestione della fatica e dello stress.

 

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