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MATERIALE CONVEGNI

Sintesi dell'intervento di Attilio Pagano nel convegno LE NTS NELLA GESTIONE DELLE EMERGENZE: Rilevazione dei segnali deboli; Group Thinking; Team-building; Debriefing e Peer supporting svolto a Bergamo il 20 settembre 2018 nel quadro della manifestazione Safety Expo 2018.

 

 

 

 

 

LE NTS NELLA CONTINUITÀ 

 

TRA GESTIONE EMERGENZE 

 

E GESTIONE SAFETY 

 

 

 

Tra gestione del rischio residuo e gestione delle emergenze vi sono aspetti di continuità e di discontinuità.

Le continuità si colgono nel fatto che ogni attività umana non potrà mai essere completamente ed esattamente prevista e pianificata e non potrà mai essere svolta esattamente come è stata pianificata. In questo scenario di consapevolezza sulle attività umane, anche quella che si devono svolgere nelle organizzazioni di lavoro, si colloca la concezione che vede il rischio residuo come la quota di incertezza sull’accadimento di eventi avversi anche nelle situazioni in cui vi sono massima conformità a regole e procedure e utilizzo corretto dei DPI.

Quando le regole sono bene formulate e i DPI sono idonei, il rischio residuo è, in genere, "basso", ovvero tale da fare ritenere (in modo sostanzialmente ragionevole) che si possa svolgere il proprio lavoro senza particolari impegni di attenzione focalizzata sul compito e affidandosi agli automatismi che seguono inevitabilmente la ripetizione di determinate prestazioni. Ma l’esposizione di ogni lavoro a forme di variabilità del contesto può, in alcune circostanze, elevare lo stesso rischio residuo da "basso" ad "alto" e, così, rendere necessario un maggiore controllo di attenzione focalizzata anche nello svolgimento di attività note e già ripetute in passato numerose volte.

La competenza cruciale, in questo caso, non è più il sapere fare il proprio lavoro seguendo regole e usando i DPI, ma diventa il sapere riconoscere la variabilità dei fattori del contesto (ambiente, materiali, interazioni tra le persone) che può portare il rischio residuo da "basso" ad "alto".

Analogamente, per la gestione delle emergenze, il problema non è più soltanto prepararsi allo svolgimento delle procedure previste dal piano, ma è anche quello di esercitarsi a riconoscere le possibili manifestazioni dei limiti del piano stesso e quindi di "prepararsi a essere impreparati".

A fianco di queste continuità, tra gestione del rischio residuo e gestione delle emergenze, esistono anche aspetti di discontinuità nei quali la differenza non è nella quantità dei fattori causali o nella intensità delle conseguenze, ma nelle implicazioni emozionali degli eventi che accadono.

Per governare continuità e discontinuità tra gestione del rischio residuo e gestione delle emergenze, serve un approccio che comprenda sviluppo ed esercizio delle competenze non tecniche (Non Technical Skill – NTS):

  • Non puoi preoccuparti bene delle emergenze, se non affronti il tema del rischio residuo.
  • Non puoi prenderti cura del rischio residuo, se non affronti il tema delle emergenze preparandoti a essere impreparato.

L’approccio basato sulle NTS non lo si predica con il richiamo alle competenze non tecniche nei corsi e nei discorsi, ma lo si pratica con lo sviluppo e l’esercizio delle competenze non tecniche nelle situazioni operative. La proposta operativa che proponiamo per la gestione delle emergenze è pensare le prove ed esercitazioni come un processo articolato in fasi:

˗       Fase 1 - AVVIO

˗       Fase 2 - RICONOSCIMENTO DELLO SCENARIO

˗       Fase 3 - RISPOSTA IMMEDIATA

˗       Fase 4 - RISPOSTA ORGANIZZATA

˗       Fase 5 - FINE

˗       Fase 6 - DEBRIEFING

Dopo di ciò, sottoporre quanto accade in ognuna di queste fasi a una accurata osservazione utilizzando un  metodo articolato in categorie e sottocategorie per fare emergere non soltanto le criticità prestazionali. ma anche quelle relative alle competenze non tecniche (consapevolezza situazionale, presa di decisione, comunicazione, lavoro in gruppo, leadership, gestione della fatica e gestione dello stress.). A esempio:

Categorie

Sottocategorie

1. Risorse rese disponibili e impegnate

1.1.       Risorse umane e strumentali impegnate per fronteggiare la situazione

2. Procedure organizzative

2.1.      Ruoli e riconoscibilità

2.2.      Disponibilità e utilizzo di Check List

2.3.      Tracciamento e registrazione delle fasi di svolgimento della prova

2.4.      Briefing e debriefing

3. Partecipazione: competenze prestazionali

3.1.      Uso dei DPI e delle attrezzature

3.2.      Compartimentazione e occupazione degli spazi

3.3.      Esecuzione delle manovre

4. Partecipazione: competenze non tecniche

4.1.      Consapevolezza situazionale

4.2.      Comunicazione

4.3.      Presa di decisione

5. Partecipazione: accettazione della simulazione

5.1.      Disposizione a mettersi in gioco nella simulazione

 

Scarica il pdf delle slide usate per la presentazione

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